
La Africa Eco Race 2026 entra nella sua fase decisiva con una nona tappa che ha profondamente rimescolato le carte nella categoria Moto. Il successo di Jean-Loup Lepan e il contemporaneo stop di Thomas Marini hanno segnato una svolta cruciale nella corsa alla vittoria finale, consegnando al pilota francese della KTM la leadership della classifica generale.
La frazione, disputata tra Aidzine e Ouad Naga, ha coperto un totale di 490 chilometri, confermandosi una delle tappe più dure e selettive di questa edizione. Un percorso lungo, tecnico e reso ancora più impegnativo dalle condizioni del terreno, che ha messo sotto pressione mezzi e piloti, facendo emergere in maniera netta l’importanza dell’affidabilità meccanica.
Africa Eco Race 2026: il ritiro di Marini spegne il sogno del podio
Il colpo di scena più rilevante della nona tappa dell’Africa Eco Race 2026 è senza dubbio rappresentato dai problemi meccanici che hanno messo fuori gioco Thomas Marini. Il pilota sammarinese, in piena lotta per il podio e per la vetta della classifica generale, è stato costretto a rallentare drasticamente a causa di un guasto alla sua Husqvarna del team Solarys Racing.
Marini si trovava addirittura in testa al primo intermedio della speciale quando il problema tecnico lo ha obbligato a fermarsi, accumulando un ritardo pesantissimo che lo ha estromesso dalla lotta per le prime posizioni. Un epilogo amaro per uno dei protagonisti più costanti di questa Africa Eco Race, che fino a quel momento aveva dimostrato solidità e velocità su tutti i terreni.
Africa Eco Race 2026: Lepan sfrutta l’occasione e firma una tappa perfetta
Ad approfittare della situazione è stato Jean-Loup Lepan, autore di una prestazione estremamente solida e priva di sbavature. Il francese della KTM ha gestito con grande intelligenza una tappa lunga e complessa, riuscendo a imporsi davanti a una pattuglia Yamaha particolarmente competitiva.
Alle sue spalle ha infatti chiuso Kevin Gallas, secondo di giornata e ora principale inseguitore nella classifica generale. Il tedesco ha preceduto il portoghese Antonio Maio, anch’egli su Yamaha, confermando l’ottimo rendimento della casa giapponese in questa fase della gara.
Quarto posto per Alessandro Botturi, che continua il suo tentativo di rimonta dopo il ritardo accumulato nella quarta tappa a causa di un guasto meccanico. Il pilota italiano sta cercando di recuperare terreno nelle ultime giornate di gara, con l’obiettivo di migliorare una classifica che, fino a quel momento, non rispecchia pienamente il suo potenziale.
Africa Eco Race 2026: la nuova classifica generale Moto
Grazie alla vittoria nella nona tappa e ai problemi dei diretti avversari, Lepan torna saldamente al comando della classifica generale Moto dell’Africa Eco Race 2026. Il francese può ora contare su un vantaggio di 18’49” su Kevin Gallas, che occupa la seconda posizione assoluta.
In terza posizione si trova Gautier Paulin, anche lui su Yamaha, con un distacco di 32’09” dalla vetta. Seguono Mike Wiedemann, quarto, e Jacopo Cerutti, che completa la top five.
Cerutti è attualmente il miglior italiano in classifica generale, nonostante anche nella nona tappa abbia dovuto fare i conti con problemi alla pompa della benzina della sua Aprilia. Il suo ritardo complessivo è di 1h41’32”, ma la sua regolarità gli ha comunque permesso di restare nelle posizioni di vertice.
Africa Eco Race 2026: Mauritania decisiva con l’ultima grande speciale
L’Africa Eco Race 2026 non è però ancora conclusa. Domani i concorrenti affronteranno l’ultima speciale in territorio mauritano, un anello attorno a Ouad Naga di 470 chilometri complessivi, con una prova speciale di ben 445 km.
Secondo l’organizzazione, si tratterà di una delle speciali più difficili di tutta l’edizione, un banco di prova finale che potrebbe ancora riservare sorprese, soprattutto considerando la lunghezza del percorso e la fatica accumulata nelle giornate precedenti.
Con Lepan al comando ma ancora sotto pressione, e diversi piloti pronti a sfruttare ogni possibile errore o problema tecnico, la battaglia per le posizioni di vertice resta apertissima fino all’ultimo chilometro.

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